UNA SCUSA PER PARLARE DI AGATHA e per polemizzare un po’

 

Mi trovo a studiare, come spesso mi capita, cose per le quali nutro  scarso interesse, aspettando che arrivi la sera per leggere qualcosa che amo davvero. Una scelta universitaria orientata al lavoro, che non si trova comunque, piuttosto che all’interesse vivo per studi ben più inutili.

O almeno di inutilità si divertono a parlarci.                                 (di  Margi De Filpo)

Da quando in qua la letteratura è inutile?

Scrivo perché oggi mi accorgo del tradimento che stiamo perpetrando in questo paese di cui vittima è la “cultura inutile”, quella orientata verso un interesse non produttivo di reddito.

Ascolto alle volte con sospetto ciò che raccontano i giovanissimi, la mia esperienza familiare è variegata, così come il nostro paese.

Proprio ieri infatti mi sono trovata a parlare con una cugina al primo anno di liceo. Mi chiedeva di aiutarla a svolgere un tema nel quale non doveva far altro che inventare un finale alternativo ad un romanzo di Agatha Christie.

Il mio primo pensiero è stato scontato; “ma che razza di tema è?”

Poi l’imbarazzo è stato crescente.

Allora inventiamo… E mi ritrovo a inventare finali più o meno verosimili, ma lei non mi ascolta più.

Perché?

Perché si annoia!!!

Perché la fantasia l’annoia… “A cosa serve?” mi chiede.

E all’improvviso mi trovo a pensare che… “Si che serve!!!!!”, maledizione non riesco a spiegarlo!

Allora le racconto una storia.

“Agatha, la straordinaria donna che ti annoia tanto, nacque alla fine del 1800 in Inghilterra. Suo padre era americano, si dedicava solo alle relazioni sociali e al cricket quasi mai alla famiglia.
Venne allevata dalla madre, una donna dotata di una fantasia romantica e di una sensibilità straordinaria, anche se le sue idee spesso non collimavano con la realtà.

La fantasia nota bene è stata la sua forza!
Agatha  non andò mai a scuola! Fu educata in casa dalla madre e dalle governanti!
L’idea per il suo primo romanzo giallo, le venne lavorando in un’ospedale a contatto con i veleni.
Dopo la morte della madre e l’abbandono del marito, scomparve e, dopo una ricerca condotta in tutto il paese, venne ritrovata sotto l’effetto di un’amnesia.
Colpita da una profonda depressione scrisse, per qualche anno, con grande fatica. Fece poi un viaggio in treno per Bagdad che le ispirò “Assassinio sull’Orient Express” e la fece innamorare di Leonard Wooley che sposò nel 1930, lei aveva compiuto 40 anni.
I suoi romanzi facero il giro del mondo. In Nicaragua venne emesso un francobollo con l’effigie di Poirot!!  Nel giro di pochi anni, divenne l’autrice più venduta del mondo.

Nel 1971 le venne assegnata la massima onorificenza concessa dalla Gran Bretagna ad una donna: il D.B.E. (Dama dell’Impero Britannico).

Pensi ancora che la fantasia non serva?”

Lei rimane al telefono muta.

Aspetto, e mi accorgo di essere diventata impaziente.

“Allora” conclude “Ma se non ha neanche studiato al liceo, che la leggo a fare?”

Rinuncio.

Rinuncio.

Rinuncio.
Poi mi calmo, ceno, apro un buon libro e leggo.

Leggo e leggerò sempre, per dimostrare a voi che la fantasia ha un potere illimitato.

Leggo perché è un piacere che nessuno può togliermi.

Un buon bicchiere di vino e mi preparo ad una nuova giornata di studio, di fancazzismo, di stronzate quotidiane.

Leggo e immagino di essere negli anni ‘30 su un treno, in viaggio per Bagdad!

 

 

 

Margi De Filpo

 

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5 Responses to UNA SCUSA PER PARLARE DI AGATHA e per polemizzare un po’

  1. adriano galizia says:

    ….hai proprio ragione cara Margi! (anche se la ragione come si dice dalle mie parti è dei fessi!) la letteratura serve a “qualcosa” ad esempio nel mio caso puo’ “allungarti la vita! complimenti per la tua futura pubblicazione non vedo l’ora di leggere il tuo “Nero di lacrime e luoghi comuni”.

  2. margi de filpo says:

    grazie adriano, non sai che piacere mi fa sapere che ci siete voi a fare il tifo per me. lo leggerai a settembre, farò una presentazione a viggianello. spero ci sarete tutti!

  3. Fià says:

    ..beh..in effetti però se non aveva neanche studiato al liceo…

    Vabbè va! .. in compenso l’è valsa una beata solitudine tra un marito e un altro e un bel biglietto per Bagdad prima che i bastardi USA la bombardassero allabbellemmeglio.

    Noto e ti arifaccio notare come in ogni tuo gradevolissimo scritto non manchi mai quel bicchiere di buon vino che diventa sovente ubriacatura, spesso dopo un trenta all’università..e ormai i tuoi trenta sono diventati pericolosamente voti standard.. (e COMPLIMENTI per l’ultimissimo preso).. tu dici che non devo preoccuparmi, ok, però ti prego lunedì vai a fare l’esame a piedi…non prendere la macchina.

    P.S.
    A proposito del tuo Nero
    non adopero rimmel. Mai. E tu? Non mi ricordo.

  4. rita says:

    waaaaaaaaaaa cattivaaaaaaaaaaaaaaaaa :(:(:(…!!!!ma che ci posso fare se nn mi piace la letteraturaaa????????? cmq te la farò pagareeeeeeeeeeee 😛

  5. Daniele says:

    Ti ho trovata…
    Dopo aver assistito ad un tuo (ennesimo, a giudicare dai commenti) 30, ho immesso il tuo nome nell’onnisciente google e…eccomi qui.
    Sul sito della Palomar il tuo romanzo lo danno a 12 euro (quindi ho idea ti abbiano ascoltata), appena esce compro una copia, poi occorrerà vederci per la dedica però!

    DaN

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