Miniere e tragedie sul lavoro. Alcuni casi di inizio millennio.

Ucraina: incidente miniera, 2 morti. E’ uno dei titoli che, l’8 giugno 2009, a partire dal tardo pomeriggio, è possibile leggere sul sito Internet dell’Ansa.

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/mondo/news/2009-06-08_108372418.html

Una delle tante notizie visibili ogni giorno cliccando sulla sezione «Mondo». Notizie troppo spesso tragiche, ma forse, all’apparenza, anche lontane. Abbastanza da non scuotere la tranquillità di chi non vi è direttamente coinvolto o, comunque, da non distogliere dall’individuale cerchio delle preoccupazioni quotidiane.                        (di  Angelo Tino)

Il fatto è avvenuto «nella miniera Skocinski di Donetsk, nell’est dell’Ucraina».

38 operai sarebbero riusciti a salvarsi e «12 sono ancora dispersi».

9 giugno 2009, ore 10:46. Ucraina: incidente miniera, 6 morti. Le conseguenze, dunque, risultano ancor più gravi. Stiamo parlando del prezzo pagato dai lavoratori, è chiaro. «36 tratti in salvo, tra loro 2 feriti, altri 7 dispersi». I minatori riportati vivi in superficie «sono stati tutti ricoverati in ospedale, due di loro sono in gravi condizioni».

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/mondo/news/2009-06-09_109373582.html

Come abbiamo già detto, siamo nell’Ucraina orientale e l’ambiente professionale è quello delle miniere di carbone. L’«incidente» sarebbe «stato provocato da una potente fuoriuscita di vapore che ha investito decine di lavoratori». Ma sul reale svolgersi dei fatti, altro non sappiamo. In questi casi, si usa spesso parlare di “incidente”. Noi, semplicemente, preferiamo utilizzare espressioni come “tragedia”. Quest’ultima parola ci sembra meglio appropriata, poiché non assegna -è vero- responsabilità, di cui ancora non sappiamo (e non è detto che sapremo), ma non ne esclude a priori. Il vocabolo “incidente”, invece, appare accompagnarsi ad un alone di casualità, facendo pensare ad eventi imprevedibili e, per evitare i quali, poco o nulla sarebbe stato possibile fare. In realtà, non stiamo insinuando nulla, ma nulla ci sembra il caso di escludere. Vedremo, prossimamente, se ci sarà maggior chiarezza o se tutto, come è usuale, si eclisserà senza troppo rumore. Ci limitiamo, per adesso, a dedicare un breve spazio ad altre vittime del lavoro. Perché, se non conosciamo bene la trama di questa storia, se non sappiamo come è andata, abbiamo notizia più chiara sugli eroi tragici della vicenda. Eroi in quanto persone e lavoratori che affrontano i pericoli di una miniera per vivere. Tragici, in quanto uccisi nel fare ciò. Si tratta di informazioni generiche, certo. Numeri. Quelli di chi è rimasto coinvolto o, meglio, travolto. Abbiamo preferito, comunque, non lasciare del tutto inosservati i pochi elementi a nostra disposizione. Rapidi comunicati che ci parlano di qualcuno che  è deceduto lavorando nel sottosuolo, nelle profondità della Terra. Oggi come in passato.

La storia delle miniere di carbone è piena di tragedie e di vittime. Un posto nella memoria collettiva, ad esempio, dovrebbe avere la catastrofe di Marcinelle (zona di Charleroi, Belgio), dell’8 agosto 1956. «La catastrofe di Marcinelle, con i suoi 262 morti tra i quali 136 italiani, fu di dimensioni eccezionali, in un ambiente dove pure gli incidenti mortali erano così comuni. Eccezionale nel numero di morti, naturalmente, ma eccezionale anche perché seguita da vicino dalla televisione, media in ascesa in quegli anni, ed eccezionale nelle sue conseguenze sulla storia dell’immigrazione in Belgio»[1]. Il numero complessivo di lavoratori presenti era di 274. Si descrive, solitamente, l’inizio del dramma con un errore individuale, di uno dei lavoratori scesi in quelle ore. Causa e base del disastro, però, risulta essere un contesto dove poche o nulle sono le norme di sicurezza vigenti e scarsa la manutenzione. In un pozzo di estrazione in funzione da vecchia data, che magari si intende dismettere in tempi non lunghi, la tutela degli operai si trova, di certo, in secondo (forse terzo o quarto) piano.

Non intendiamo, con tale richiamo, paragonare i due eventi. L’entità di tragedie come Marcinelle, e di altre simili o peggiori, è di gran lunga maggiore rispetto a quella messa in evidenza all’inizio di queste righe. Vogliamo sottolineare, semplicemente, che oggi, come in passato, si può morire in una miniera. E, più, in generale, lavorando. Per trovare conferma di ciò, basta guardare all’Italia, «Repubblica democratica, fondata sul lavoro»[2], dove di carbone non se ne estrae, ma le vittime del profitto di pochi non mancano.

Qualcuno potrebbe, in maniera superficiale, pensare che abbiamo voluto prendere di mira il contesto produttivo ucraino. Sarebbe del tutto fuori strada. I fatti citati sono solo i più recenti da noi individuati. Restando nel settore minerario, non risulta difficile fare altri esempi. E’ sufficiente un’occhiata all’Ansa del 6 giugno 2009 per imbattersi in un nuovo dramma del sistema estrattivo cinese. «Cina: incidente in miniera, 7 morti». 81 minatori sarebbero «riusciti a fuggire».

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-06-06_106365037.html

Se, poi, tali numeri non dovessero sembrare sufficienti a suscitare una certa preoccupazione, inquietudine, a non lasciare indifferenti, potremmo sempre tornare indietro di qualche anno. Ad una strage del febbraio 2005, ad esempio: «Cina, esplosione in miniera, oltre duecento le vittime».

http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/esteri/minieracina/minieracina/minieracina.html

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/02_Febbraio/15/cina.shtml

E che dire del novembre 2006 in Polonia? Sarebbe «di 23 il numero definitivo dei minatori morti per l’esplosione del grisù avvenuta martedì pomeriggio» in una miniera di carbone del sud Paese.

http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/esteri/polonia-esplode-miniera/polonia-esplode-miniera/polonia-esplode-miniera.html

http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/esteri/polonia-esplode-miniera/bilancio-finale/bilancio-finale.html

E, più di recente (giugno 2008): «Almeno quattro minatori hanno perso la vita e altri 20 sono rimasti feriti in un’esplosione in una miniera del sud della Polonia».

http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/Polonia_incidente_in_miniera_almeno_quattro_morti.html?siteSect=146&sid=9176094&cKey=1212645678000&ty=ti&positionT=4

Se le miniere “sono d’oro”, poi, non è detto che siano più sicure. Nell’ottobre 2007, sono 3.200 gli operai rimasti intrappolati in Sudafrica,

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2007/10/crollo-miniera-sudafrica.shtml?uuid=eb6ffb8a-7241-11dc-8c1b-00000e25108c&DocRulesView=Libero

poi, fortunatamente, «tutti salvi» e «riportati in superficie».

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/miniera-sudafrica/miniera-sudafrica/miniera-sudafrica.html

Si potrebbe proseguire un bel po’ con gli esempi. Ci pare, comunque, che sia sufficiente a far capire che non è a determinate aree geografiche o a precisi paesi che intendiamo volgere una critica attenzione, ma ad un sistema produttivo che, di certo, non dà molta importanza ai lavoratori, persone troppo spesso anonime, per i media e per il loro pubblico. Troppo spesso dimenticate.

Angelo Tino


[1] A. Morelli, In Belgio, in Storia dell’emigrazione italiana, Volume II, Arrivi, a cura di P. Bevilacqua, A. De Clementi ed E. Franzina, Donzelli editore, Roma 2002, p. 169.

[2] Costituzione della Repubblica Italiana, Principi Fondamentali, Articolo 1.

Advertisements

One Response to Miniere e tragedie sul lavoro. Alcuni casi di inizio millennio.

  1. Lucia says:

    ……

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: