Al giunger d’autunno, ancor s’odano, dolenti note di fine estate.

Da alcuni ambienti politici, uno sguardo agli stranieri, tra gioco ed avversità.

«L’estate stava finendo» ed il caldo può dare alla testa prima di andarsene, a quanto pare.

Mentre la bella e torrida stagione si apprestava, soavemente e senza troppa fretta, a lasciare la Penisola, iniziavamo tutti a rinfrescarci un po’ le idee. No? E, magari, a considerare con più attenzione alcuni atteggiamenti  – definiamoli così – tenuti poco tempo prima.

Ma tagliamo corto. Meglio evitare, dilungandoci troppo, di disperdere un’attenzione che, in pieno autunno, risulterà un po’ meno assopita.

Repubblica.it del 21 agosto 2009: «Ma sul sito della Lega impazza il gioco “Rimbalza il clandestino”». Si conoscerà già la questione. In caso contrario, si consiglia uno sguardo al seguente testo (vedi riferimento sotto), come ai prossimi che citeremo.                     (di  Angelo Tino)

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/lega-fiction/lega-viedeogame/lega-viedeogame.html

Non si tratta di letture troppo impegnative. Ed è chiaro che, se lo si desidera, si potrà fare riferimento ad altri giornali e fonti d’informazione.

La sostanza, però, rimarrà la stessa. Da un lato, affiancare gioco e tragedia, al punto di eludere ed occultare una distinzione intuitiva. O che, per lo meno, tale dovrebbe risultare. Giocare su una tragedia. Potrebbe essere espressione appropriata. Trasformare in occasione ludica ciò che, troppo spesso, volge in dramma umano. Un videogame per un’esperienza dell’odierna traversata mediterranea alla quale molti dei protagonisti non riescono a sopravvivere. Quando l’emigrazione si copre di lutti, a quanto sembra, può ancora ispirare sorrisi. D’altra parte, simili iniziative “rischiano” di far pensare a prese di posizione, se non altro, “un po’ forti”, violente nei confronti di chi giunge da altre terre. Non vorremmo usare vocaboli quali “xenofobia”, “razzismo”. Allora, lasciateci dire che, magari, resta da considerare un livello culturale, di certo, non elevato. Capiamoci. Non si tratta di essere offensivi, di screditare chi ha idee differenti. Ma, semplicemente, di cercare una spiegazione a comportamenti che suscitano, in molti, un’evidente volontà di protestare. Fin quando allo scherzo – di gusto alquanto dubbio – non si pone fine (vedi riferimento di seguito).

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-10/gioco-chiuso/gioco-chiuso.html

Potrebbe trattarsi di modi di fare dovuti ad una coscienza ancora debole della realtà, della storia. Ad un’istruzione ancora agli inizi o che non sia riuscita ad ottenere grandi risultati. Ci sembrano cose a cui, in fin dei conti e con un po’ di impegno, si potrebbe, almeno in parte, rimediare. Ripetiamo. Non si tratta di scrivere un articolo di sapore polemico nei confronti di qualcuno che s’intende screditare perché fautore di differenti modi di pensare. E se tale è stata l’impressione suscitata, di questo ci rammarichiamo. Semplicemente, ci poniamo delle domande.

Di «Giochi e gadget razzisti per il ‘family festival’ del Bnp» (British National Party, schieramento politico britannico di estrema destra) parla l’Ansa del 23/08/2009 (vedi riferimento di seguito).

http://news.kataweb.it/gbdestrabimba-brucia-bambola-nera-354940

http://notizie.tiscali.it/feeds/09/08/23/t_01_2009-08-23_123396450.html?ultimora

Sarà lecito, dunque, chiedersi cosa conduca a tali espressioni di dubbia “simpatia”, di insolita affezione al gioco? Una sorta d’improvvisa sindrome di Peter Pan o, semplicemente, un misto di pregiudizio e superficiale (a dir poco) cognizione delle complesse e problematiche dinamiche tra le quali molti esseri umani di oggi devono, in qualche modo, dibattersi? Magari, recandosi in terre diverse da quella di origine, come molti hanno fatto in passato. Tra questi – lo ricordiamo – gli Italiani sono stati in gran numero.

Lo scopo del nostro articolo non è polemico. Non in primo luogo, per lo meno. E’, prima di tutto, quello di contribuire a tener presente degli atteggiamenti, che non ci sembra il caso vengano troppo presto smarriti nell’oblio. Non sono, di certo, i fatti più recenti quelli cui abbiamo fatto cenno. Non da un punto di visto informativo, per lo meno, risalendo allo scorso agosto. Ci sembrano, però, caratterizzate da anche troppa attualità le prese di posizione che vi si celano.

Angelo Tino

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