Finanze pubbliche e potenziali aspetti positivi dell’immigrazione secondo l’OCSE.

«L’immigrazione non rappresenta un carico per le spese pubbliche, spiega l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economco (OCSE), nel suo rapporto annuale sulle Prospettive delle migrazioni internazionali, presentato giovedì 13 giugno» (Le Monde.fr).

Secondo il documento menzionato, il flussi migratori in entrata potrebbero anche avverarsi «un’opportunità» per il bilancio delle «economie occidentali», messe in difficoltà dalla «crisi economica». In un momento di «pieno dibattito sul posto dell’immigrazione in Francia […], l’analisi dell’OCSE è importante», anche considerando che «i flussi migratori verso i paesi» facenti parte dell’Organizzazione – in regressione «dall’inizio della crisi» (fine 2007) – manifesterebbero una leggera ripresa «dal 2011» (ibidem).

In un quadro in cui vari «paesi occidentali» prevedono di mettere al centro delle proprie «politiche di accoglienza […] una manodopera “scelta” ed altamente qualificata», mentre «l’invecchiamento demografico» pone la necessità di un  «ricorso» a lavoratori stranieri,  «l’organizzazione internazionale critica i discorsi tendenti a stigmatizzare il costo dell’immigrazione» (ibidem).

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