Pietro Tino. “Le radici della vita”.

Seconda edizione

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Titolo: Le radici della vita. Storia della fertilità della terra nel Mezzogiorno (secoli XIX-XX)

Autore: Pietro Tino

Fonte: rubbettinoeditore.it

Fonte: rubbettinoeditore.it

Prefazione di Piero Bevilacqua

Editore: Rubbettino

Collana: Università

Anno: 2015

ISBN: 9788849845235

Pagine: 106

Prezzo pieno: € 10,00. Prezzo speciale: € 8,50.

Lingua: Italiano

Descrizione. Il saggio affronta un grande tema delle società contemporanee: la fertilità dei suoli agricoli e la loro rigenerazione. Un tema, allo stesso tempo, ambientale ed economico, sociale e culturale, tecnico e antropologico, che ha a che fare con le radici stesse della vita degli uomini e che a dispetto di questa sua centralità appare speso dimenticato, o addirittura occultato. Come se lo sviluppo tecnologico avesse liberato la società contemporanea dall’ineludibile dipendenza dal cibo. «Tutto ciò che mangiamo pare sia frutto dell’organizzazione commerciale che ce lo rende facilmente disponibile. Come se il cibo fosse direttamente prodotto dai supermercati. Nel nostro immaginario campeggiano i distributori, ma vengono nascosti i produttori. Sono cancellati gli imprenditori agricoli, i contadini, i braccianti, i raccoglitori ridotti in semischiavitù, di cui si sono riempite anche le campagne del mondo economicamente avanzato. E, naturalmente, la cancellazione del lavoro che produce il cibo si porta dietro anche la cancellazione della terra, del partner naturale da cui, il lavoro, con il suo sapere e con il suo sforzo, trae gli alimenti della vita» (dalla prefazione).

Le precedenti informazioni sono tratte da rubettinoeditore.it e possono essere ritrovate, in particolare, attraverso il seguente link.









Prima edizione

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Titolo: Le radici della vita. Storia della fertilità della terra nel Mezzogiorno (secoli XIX-XX)

Autore: Pietro Tino

Editore: XL Edizioni

Serie: Ambientiamoci

Prezzo: € 17,00

Pagine: 126

Isbn: 978-88-6083-029-6

Anno: 2010

Lingua: Italiano

Un testo originale che affronta un grande tema delle società contemporanee: la fertilità dei suoli agricoli e la loro rigenerazione. Un tema che è ambientale, economico, sociale e culturale.

Un tema dimenticato, o “occultato”, come suggerisce Piero Bevilacqua nella Prefazione.
Non si può certo dire che la società contemporanea, pur forte del suo apparato tecnologico, abbia superato la sua atavica dipendenza dal cibo. Eppure oggi pare che questa ineluttabile sua condizione venga dimenticata o sostituita da immagini culturalmente costruite.
«Tutto ciò che mangiamo sembra sia frutto dell’organizzazione commerciale che ce lo rende facilmente disponibile. Come se fosse direttamente prodotto dai supermercati. Nel nostro immaginario campeggiano i distributori, ma vengono nascosti i produttori. Sono cancellati gli imprenditori agricoli, i contadini, i braccianti, i raccoglitori ridotti in semischiavitù. E, naturalmente, la cancellazione del lavoro che produce il cibo si porta dietro anche la cancellazione della terra, del partner naturale, da cui il lavoro, con il suo sapere e con il suo sforzo, trae gli alimenti della vita» (P. Bevilacqua).
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